La Basilica dei Santi Medici Cosma e Damiano è il cuore spirituale di Alberobello, il luogo dove fede e popolo si incontrano.
Da generazioni, uomini e donne, giovani e anziani percorrono a piedi o in silenzio le strade che conducono al santuario: segno di una fede che non si esprime solo con le parole, ma con il passo e la fatica.
Il pellegrinaggio verso i Santi Medici non è una semplice tradizione popolare: è un gesto che racconta la Chiesa in cammino, una comunità povera con i poveri, che riconosce nella strada e nei volti incontrati il suo vero volto.
Ogni fedele che si mette in cammino porta con sé un peso e una speranza, un ringraziamento o una richiesta: cammina per sé, ma anche per gli altri.
La Basilica accoglie tutti, senza distinzione. Le sue porte sono aperte come braccia di una madre, che riceve e consola.
Lì, davanti ai Santi Medici, i passi diventano preghiera, le ferite si trasformano in fiducia, le domande si aprono alla speranza.
È un luogo dove l’affidamento diventa incontro e il cammino diventa comunità: una Chiesa che si muove insieme, passo dopo passo, verso Dio.
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 2, 41-52)
41I suoi genitori si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. 42Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. 43Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. 44Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; 45non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. 46Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. 47E tutti quelli che l'udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. 48Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: "Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo". 49Ed egli rispose loro: "Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?". 50Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro.
51Scese dunque con loro e venne a Nàzaret e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore. 52E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.
dall'esortazione apostolica del Santo Padre LEONE XIV, Dilexi te, n. 110
La realtà è che i poveri per i cristiani non sono una categoria sociologica, ma la stessa carne di Cristo. Infatti, non è sufficiente limitarsi a enunciare in modo generale la dottrina dell’incarnazione di Dio; per entrare davvero in questo mistero, invece, bisogna specificare che il Signore si fa carne che ha fame, che ha sete, che è malata, carcerata. «Una Chiesa povera per i poveri incomincia con l’andare verso la carne di Cristo. Se noi andiamo verso la carne di Cristo, incominciamo a capire qualcosa, a capire che cosa sia questa povertà del Signore. E questo non è facile».
Il Vangelo mostra una famiglia in pellegrinaggio e una comunità che cerca e ritrova Gesù nella casa del Padre: il cammino diventa luogo di domande, di ascolto e di crescita. Alla Basilica dei Santi Medici il popolo di Dio fa la stessa esperienza: partire, cercare, affidare — Chiesa in cammino che condivide la strada con i più fragili.
Dove stai cercando oggi Gesù, e con chi stai camminando per trovarlo?
Dalla piazza al sagrato, percorri in silenzio qualche decina di passi come piccolo pellegrinaggio; entra, sostati davanti ai Santi Medici e affida una domanda e un nome.
Questo gesto ricorda che il pellegrinaggio non è lontananza, ma cuore che cerca nella casa del Padre.
Alla luce di quanto letto, vissuto, riflettuto, condiviso… inserite qui le parole che sintetizzano l’esperienza.
Durante il Giubileo della Speranza lancia una esperienza per tutti i giovani e le loro comunità di riferimento: Tracce di Speranza.
E' la prima Diocesi a investire nel progetto nato da Agesci Branca R/S e propone l'esperienza lanciandola durante la Giornata mondiale dei poveri del 16 novembre 2025.