L’Oratorio del Fanciullo di Fasano è una storia che attraversa le generazioni: da decenni accoglie bambini e ragazzi del territorio, offrendo uno spazio di gioco, educazione e crescita nella fede.
Oggi, questo luogo antico è anche un laboratorio di inclusione: un cortile dove si incontrano volti, lingue e culture diverse, nella gioia e nella fatica del costruire relazioni autentiche.
Qui si impara che non esistono “minori stranieri”, ma solo bambini con lo stesso desiderio di essere accolti e amati.
Ogni attività, ogni gioco, ogni parola scambiata è un piccolo esercizio di pace, una scuola di fraternità dove si cresce insieme, senza esclusioni.
L’Oratorio del Fanciullo è un crocevia di speranze, dove la comunità educante - animatori, famiglie, volontari, sacerdoti - si fa ponte tra mondi, generazioni e differenze.
In questo cortile, il Vangelo diventa sorriso, fatica condivisa, mano tesa: la gioia dell’incontro che educa.
Dal Vangelo secondo Marco (Mc 10, 13-16)
13Gli presentavano dei bambini perché li toccasse, ma i discepoli li rimproverarono. 14Gesù, al vedere questo, s'indignò e disse loro: "Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite: a chi è come loro infatti appartiene il regno di Dio. 15In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non entrerà in esso". 16E, prendendoli tra le braccia, li benediceva, imponendo le mani su di loro.
dall'esortazione apostolica del Santo Padre LEONE XIV, Dilexi te, n. 9
La comunità cristiana perciò non può essere seconda a nessuno nel sostenere la necessità di un’alleanza sociale per la speranza, che sia inclusiva e non ideologica, e lavori per un avvenire segnato dal sorriso di tanti bambini e bambine che vengano a riempire le ormai troppe culle vuote in molte parti del mondo. Ma tutti, in realtà, hanno bisogno di recuperare la gioia di vivere, perché l’essere umano, creato a immagine e somiglianza di Dio (cfr. Gen 1,26), non può accontentarsi di sopravvivere o vivacchiare, di adeguarsi al presente lasciandosi soddisfare da realtà soltanto materiali. Ciò rinchiude nell’individualismo e corrode la speranza, generando una tristezza che si annida nel cuore, rendendo acidi e insofferenti.
Gesù accoglie i bambini come dono, non come disturbo. In loro riconosce la purezza del cuore, la fiducia, la capacità di stupirsi e di ricominciare.
Allo stesso modo, l’Oratorio del Fanciullo è un luogo dove l’infanzia è maestra di accoglienza e di pace: qui si impara che la diversità non divide, ma arricchisce.
Nell’incontro tra minori di origini diverse, il Vangelo si fa concreto: ogni nome diventa un volto, ogni gioco diventa fraternità, ogni parola un passo verso l’inclusione.
Cosa puoi imparare dai bambini che incontri ogni giorno - dalla loro capacità di accogliere, di fidarsi, di ricominciare senza paura?
Vivi un pomeriggio di oratorio condiviso insieme ai bambini e ai ragazzi che frequentano la struttura. Partecipa come uno di loro: siediti accanto, gioca, ascolta, lascia che siano loro a guidare il tempo.
Durante una pausa o al termine del pomeriggio, sedetevi in cerchio.
A turno, ognuno riceve una piccola palla o un oggetto simbolico e risponde a questa domanda: “Che cosa ti fa sentire accolto quando sei qui?”
Alla fine, raccogliete le parole più belle e scrivetele su un grande foglio, accanto a un disegno del cortile o della chiesa.
Alla luce di quanto letto, vissuto, riflettuto, condiviso… inserite qui le parole che sintetizzano l’esperienza.
Durante il Giubileo della Speranza lancia una esperienza per tutti i giovani e le loro comunità di riferimento: Tracce di Speranza.
E' la prima Diocesi a investire nel progetto nato da Agesci Branca R/S e propone l'esperienza lanciandola durante la Giornata mondiale dei poveri del 16 novembre 2025.