L’Emporio della Solidarietà non è un semplice magazzino di beni alimentari: è un luogo dove la spesa diventa occasione di incontro, rispetto e condivisione. Qui le famiglie in difficoltà possono scegliere i prodotti di cui hanno bisogno, come in un qualsiasi supermercato, ma senza perdere la dignità e la libertà del gesto quotidiano.
Dietro ogni scaffale c’è la cura di una comunità che si fa vicina: volontari che ascoltano, sorrisi che accompagnano, piccoli segni di fraternità che fanno la differenza. L’Emporio è segno di una solidarietà concreta, che non si limita a riempire sacchetti ma vuole restituire fiducia e possibilità.
In quelle corsie semplici e silenziose, prende forma un’economia diversa: quella del dono, della reciprocità, della dignità condivisa.
Dal Vangelo di Luca (9,10-17)
10Al loro ritorno, gli apostoli raccontarono a Gesù tutto quello che avevano fatto. Allora li prese con sé e si ritirò in disparte, verso una città chiamata Betsàida. 11Ma le folle vennero a saperlo e lo seguirono. Egli le accolse e prese a parlare loro del regno di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di cure.
12Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: "Congeda la folla perché vada nei villaggi e nelle campagne dei dintorni, per alloggiare e trovare cibo: qui siamo in una zona deserta". 13Gesù disse loro: "Voi stessi date loro da mangiare". Ma essi risposero: "Non abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente". 14C'erano infatti circa cinquemila uomini. Egli disse ai suoi discepoli: "Fateli sedere a gruppi di cinquanta circa". 15Fecero così e li fecero sedere tutti quanti. 16Egli prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò su di essi la benedizione, li spezzò e li dava ai discepoli perché li distribuissero alla folla. 17Tutti mangiarono a sazietà e furono portati via i pezzi loro avanzati: dodici ceste.
dal messaggio del Santo Padre Leone XIV per la IX Giornata Mondiale dei Poveri
I poveri non sono un diversivo per la Chiesa, bensì i fratelli e le sorelle più amati, perché ognuno di loro, con la sua esistenza e anche con le parole e la sapienza di cui è portatore, provoca a toccare con mano la verità del Vangelo (n.5)
Nell’Emporio la spesa diventa segno di dignità condivisa; nel Vangelo dei pani e dei pesci (Lc 9,10-17) Gesù mostra che la condivisione genera abbondanza; Papa Leone XIV ricorda che i poveri sono fratelli che ci fanno toccare con mano la verità del Vangelo.
Come possiamo, oggi, passare da una carità fatta di “gesti occasionali” a uno stile di condivisione quotidiana che ci cambi davvero la vita e renda la città più fraterna?
Introduci il povero nella tua vita, ora. Esci e spezza il pane, mangialo insieme con chi ora non ha nulla.
Alla luce di quanto letto, vissuto, riflettuto, condiviso… inserite qui le parole che sintetizzano l’esperienza.
Durante il Giubileo della Speranza lancia una esperienza per tutti i giovani e le loro comunità di riferimento: Tracce di Speranza.
E' la prima Diocesi a investire nel progetto nato da Agesci Branca R/S e propone l'esperienza lanciandola durante la Giornata mondiale dei poveri del 16 novembre 2025.