La Cattedrale di Monopoli, con la sua facciata barocca e le navate maestose, non è soltanto un capolavoro d’arte e di storia: è il cuore spirituale della città, custodito dalla presenza della Madonna della Madia. Secondo la tradizione, fu proprio l’approdo miracoloso della zattera con le travi a rendere possibile la costruzione della chiesa: da allora la Vergine è divenuta madre e guida di questa comunità.
Ogni anno, nelle feste dedicate alla Madonna della Madia, la città intera si ritrova unita: fedeli, famiglie, giovani e anziani si radunano attorno a Lei, portando nella preghiera gioie, attese e fatiche. Nelle sue mura la Cattedrale custodisce la memoria, ma resta sempre casa viva, che accoglie ogni pellegrino e tiene insieme il popolo nella fede.
La Cattedrale, illuminata dalla presenza della Madonna, è così segno di unità e speranza: luogo dove la bellezza diventa preghiera, e la preghiera diventa vita condivisa.
Dal Vangelo di Matteo (5,13-16)
13Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null'altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.
14Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, 15né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. 16Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli.
dal messaggio del Santo Padre Leone XIV per la IX Giornata Mondiale dei Poveri
La città di Dio, di conseguenza, ci impegna per le città degli uomini. Esse devono fin d’ora iniziare a somigliarle. La speranza, sorretta dall’amore di Dio riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo (cfr Rm 5,5), trasforma il cuore umano in terra feconda, dove può germogliare la carità per la vita del mondo. La Tradizione della Chiesa riafferma costantemente questa circolarità fra le tre virtù teologali: fede, speranza e carità. La speranza nasce dalla fede, che la alimenta e sostenta, sul fondamento della carità, che è la madre di tutte le virtù. E della carità abbiamo bisogno oggi, adesso. Non è una promessa, ma una realtà a cui guardiamo con gioia e responsabilità: ci coinvolge, orientando le nostre decisioni al bene comune. Chi manca di carità, invece, non solo manca di fede e di speranza, ma toglie speranza al suo prossimo. (n.4)
Lavoro, istruzione, casa, salute sono le condizioni di una sicurezza che non si affermerà mai con le armi. (n.6)
La Cattedrale è cuore della città e segno di unità; Gesù ci chiama a essere sale e luce (Mt 5,13-16); Papa Leone XIV ricorda che la carità, vissuta nel concreto, rende le nostre città più simili alla città di Dio, fondata su giustizia e bene comune.
Come possiamo oggi, come giovani, essere “luce nella città” non solo con le parole, ma con scelte di carità e impegno concreto che costruiscano speranza per tutti?
Annota tre impegni concreti per portare luce e speranza: uno nella famiglia, uno tra gli amici, uno nella città (scuola, associazione, volontariato).
Alla luce di quanto letto, vissuto, riflettuto, condiviso… inserite qui le parole che sintetizzano l’esperienza.
Durante il Giubileo della Speranza lancia una esperienza per tutti i giovani e le loro comunità di riferimento: Tracce di Speranza.
E' la prima Diocesi a investire nel progetto nato da Agesci Branca R/S e propone l'esperienza lanciandola durante la Giornata mondiale dei poveri del 16 novembre 2025.