Nel cuore di Turi, la Casa della Carità è un luogo dove la prossimità diventa azione concreta.
Da una mensa domenicale per persone sole sono nati un centro d’ascolto, una distribuzione di viveri, corsi di lingua per chi arriva da lontano, laboratori per bambini e anziani. Tutto è nato da una semplice domanda: “Di cosa ha bisogno, oggi, la nostra comunità?”
Qui la carità non è assistenza, ma iniziativa, movimento che parte dall’ascolto e genera nuove risposte. Ogni attività è un seme di Vangelo che cresce accanto ai bisogni reali delle persone, con mani che cucinano, orecchie che ascoltano, menti che immaginano e cuori che osano.
La Casa della Carità è segno di una Chiesa viva, che non aspetta che la povertà bussi, ma sceglie di andare incontro.
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 10,25-37 )
25Ed ecco, un dottore della Legge si alzò per metterlo alla prova e chiese: "Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?". 26Gesù gli disse: "Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?". 27Costui rispose: "Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso". 28Gli disse: "Hai risposto bene; fa' questo e vivrai".
29Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: "E chi è mio prossimo?". 30Gesù riprese: "Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. 31Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. 32Anche un levita, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. 33Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. 34Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. 35Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all'albergatore, dicendo: "Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno". 36Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?". 37Quello rispose: "Chi ha avuto compassione di lui". Gesù gli disse: "Va' e anche tu fa' così".
dall'esortazione apostolica del Santo Padre LEONE XIV, Dilexi te, n. 113
In realtà, «qualsiasi comunità della Chiesa, nella misura in cui pretenda di stare tranquilla senza occuparsi creativamente e cooperare con efficacia affinché i poveri vivano con dignità e per l’inclusione di tutti, correrà anche il rischio della dissoluzione, benché parli di temi sociali o critichi i governi. Facilmente finirà per essere sommersa dalla mondanità spirituale, dissimulata con pratiche religiose, con riunioni infeconde o con discorsi vuoti».
Un uomo ferito giace sul ciglio della strada; molti passano oltre, ma un Samaritano si ferma, si china, fascia le ferite e si prende cura di lui.
Alla Casa della Carità di Turi, lo stesso Vangelo si rinnova ogni giorno: la carità diventa iniziativa, non reazione; azione concreta, non buona intenzione. Chi vi opera non attende che la necessità arrivi, ma la cerca, la riconosce, la accoglie.
Ogni gesto — un corso, un pasto, un ascolto, un sorriso — è un “fermarsi” davanti alla vita dell’altro.
Qual è la ferita del tuo territorio che ti interpella oggi? E quale piccolo gesto potresti iniziare per “prenderti cura”?
Prendi un cerotto e scrivici sopra una parola che rappresenti un bisogno o una ferita che vedi attorno a te.
Conservalo nel portafoglio o nello zaino, come promemoria quotidiano che la carità comincia sempre da chi sceglie di fermarsi e curare.
Alla luce di quanto letto, vissuto, riflettuto, condiviso… inserite qui le parole che sintetizzano l’esperienza.
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